Questionari

I tre punteggi usati in reparto prima e dopo il trattamento: sintomi urinari, funzione erettile e autonomia funzionale.

Karnofsky Performance Status.

International Prostatic Symptoms Score (IPSS).

International Index of Erectile Function (IIEF-5).

Come si legge il punteggio

Punteggio IPSS
Punti Sintomi
0–7 Lievi
8–19 Moderati
20–35 Severi

Sette domande, da 0 a 35 punti.

Punteggio IIEF-5
Punti Disfunzione erettile
22–25 Assente
17–21 Lieve
12–16 Lieve-moderata
8–11 Moderata
5–7 Grave

Cinque domande, da 5 a 25 punti.

Scala di Karnofsky
Valore Autonomia
100 Nessun segno di malattia
80 Attività normale con sforzo
70 Si cura da sé, non lavora
50 Assistenza frequente
30 Ricovero indicato

Scala da 0 a 100.

A che cosa servono

  • Misurano prima della cura.
  • Si ripetono dopo la cura.
  • Il confronto dice il risultato.
  • Si compilano da soli.
  • Portali già compilati in visita.

Dove si usano

Perché un numero e non un racconto

Un paziente che torna a controllo dice quasi sempre che va «un po’ meglio», e quella frase non si può confrontare con nulla. Un punteggio sì: se l’IPSS passa da ventidue a nove, la terapia ha funzionato; se scende di due punti, non ha funzionato, per quanto bene il paziente ricordi di aver dormito la settimana scorsa. Gli strumenti raccolti qui servono esattamente a questo, e il loro valore sta tutto nella ripetizione: un punteggio isolato misura poco, due punteggi presi a distanza misurano un risultato.

Come si compilano

Le domande vanno riferite all’ultimo mese, non alla giornata peggiore né a quella migliore. Rispondere «di pancia», senza tornare indietro a correggere, dà un risultato più attendibile di una compilazione ragionata: la scala è costruita su impressioni soggettive e funziona meglio quando restano tali. L’IPSS e l’IIEF-5 li compila il paziente, da solo e con calma; il Karnofsky no, lo assegna il medico, e per questo non compare fra i moduli da portare.

Portarli già compilati accorcia la visita e cambia l’ordine del colloquio: invece di ricostruire i sintomi si parte dal punteggio e si discute che cosa farne. Chi li compila a casa può anche confrontarli con quelli di una visita precedente, e arrivare con una domanda precisa invece che con un’impressione generica.

Un limite da conoscere

Nessuno di questi punteggi fa diagnosi. Un IPSS alto non dice se l’ostacolo è prostatico, vescicale o uretrale, e un IIEF-5 basso non distingue una causa vascolare da una ormonale o psicogena. Indicano quanto il disturbo pesa, non da dove viene: la causa resta compito della visita e degli accertamenti.