Iperplasia prostatica benigna (IPB)

La prostata che si ingrossa con l'età non è un tumore e non lo diventa: a decidere il trattamento sono i sintomi, non il volume.

L’iperplasia prostatica benigna è un ingrossamento della parte centrale della prostata che comprime l’uretra e rende difficile svuotare la vescica. Non è un tumore e non si trasforma in tumore: è una condizione benigna, tanto comune da essere presente in circa metà degli uomini dopo i sessant’anni e in quasi tutti dopo gli ottanta. La decisione terapeutica non dipende dal volume della ghiandola ma da quanto i sintomi pesano sulla giornata e dalle conseguenze che si stanno producendo sulla vescica e sui reni.

I sintomi che portano alla visita

I disturbi delle basse vie urinarie si dividono in due gruppi, e il gruppo prevalente orienta la terapia.

  • Sintomi di svuotamento: getto debole, esitazione iniziale, minzione in più tempi, gocciolamento finale, sensazione di vescica non vuota.
  • Sintomi di riempimento: urgenza, aumento della frequenza di giorno, risvegli notturni per urinare.

I risvegli notturni sono quasi sempre il motivo per cui si arriva in ambulatorio: incidono sul sonno, e il sonno interrotto incide su tutto il resto. Sangue nelle urine, febbre con brividi, impossibilità improvvisa di urinare e dolore sovrapubico non appartengono al quadro ordinario e vanno valutati subito.

Come si misura, prima di decidere

La visita combina esplorazione rettale, esame delle urine, creatinina ed ecografia dell’apparato urinario con misura del residuo post-minzionale. A questi si aggiungono due misure che rendono confrontabile nel tempo quello che il paziente racconta.

  • Il punteggio IPSS: sette domande, da 0 a 35 punti, che traducono i sintomi in un numero.
  • L’uroflussometria: registra il flusso urinario e il suo andamento, senza prelievi e senza preparazione particolare.

Il PSA entra nel percorso con due significati distinti. Serve nel sospetto di carcinoma prostatico, con i limiti di specificità noti: un valore alto può dipendere dall’iperplasia stessa, da una prostatite o da una manovra recente. Ed è anche un indicatore di rischio di progressione dell’iperplasia, perché cresce con il volume della ghiandola. Quando l’insieme dei dati lo richiede si procede con l’agobiopsia prostatica trans-rettale ecoguidata. Se il paziente riferisce anche disturbi della sfera sessuale si aggiunge il questionario IIEF-5, perché parte delle terapie incide su quel versante e serve un punto di partenza documentato.

Quando basta la terapia medica

Con sintomi lievi e senza complicanze la sorveglianza attiva è una scelta legittima: controlli periodici e correzione delle abitudini che peggiorano il quadro, a partire dai liquidi assunti nelle ore serali e da alcuni farmaci di uso comune.

Quando i sintomi disturbano, le classi di farmaci sono due. Gli alfa-litici rilassano la componente muscolare del collo vescicale e della prostata: agiscono in giorni, non riducono il volume e possono dare ipotensione ortostatica e alterazioni dell’eiaculazione. Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi riducono il volume ghiandolare nell’arco di mesi, abbassano di circa la metà il valore del PSA — dato di cui tenere conto nei controlli successivi — e incidono sul desiderio e sulla funzione erettile in una minoranza di pazienti. Nelle prostate voluminose le due classi si associano.

Quando si passa alla chirurgia

L’indicazione chirurgica nasce dal fallimento della terapia medica o dalla comparsa di una complicanza: ritenzione urinaria acuta o cronica, calcoli in vescica, infezioni urinarie ripetute, ematuria ricorrente di origine prostatica, dilatazione delle alte vie e peggioramento della funzione renale.

Il modulo di consenso informato di ciascun intervento è consultabile prima del colloquio con il chirurgo: contiene la descrizione della procedura, le alternative e le complicanze note, comprese quelle che riguardano l’eiaculazione retrograda dopo resezione prostatica.

Dopo l’intervento

Il controllo usa gli stessi strumenti della diagnosi: punteggio sintomatologico, uroflussometria e residuo post-minzionale, confrontati con i valori di partenza. È il confronto nel tempo a dire se la scelta sta funzionando, non la sensazione del singolo giorno. Nei pazienti che assumevano un inibitore della 5-alfa-reduttasi il PSA va interpretato tenendo conto della riduzione indotta dal farmaco.

Il materiale del congresso del 2018

Il 5 maggio 2018, presso l’Ordine dei Medici di Palermo, la Clinica Urologica ha dedicato una giornata all’iperplasia prostatica benigna, seguendo la storia della malattia dall’epidemiologia al follow-up. I titoli delle relazioni sono raccolti nella pagina IPB dell’archivio.

Dove si segue l’IPB a Palermo

La valutazione, l’uroflussometria e i controlli successivi si eseguono negli ambulatori dell’Unità Operativa, nell’edificio 15 del Policlinico. Gli interventi sono elencati nella pagina delle prestazioni chirurgiche. Le prenotazioni passano dal Centro Unificato di Prenotazione con le modalità descritte alla pagina Contatti; i tempi medi aggiornati sono alla pagina Tempi di attesa.

Revisione clinica: Prof. Alchiede Simonato, Direttore U.O.C. di Urologia, Professore OrdinarioUltimo aggiornamento: