Il 19 maggio 2018, nella sede dell’Ordine dei Medici di Palermo, l’Unità Operativa ha dedicato una giornata intera all’iperplasia prostatica benigna. Il taglio era volutamente trasversale: non una rassegna chirurgica, ma il percorso completo di un uomo con disturbi urinari, dalla prima visita dal medico di famiglia fino al follow-up dopo il trattamento.
Il programma
- IPB - Epidemiologia e Storia Naturale.pdf
- IPB - Ruolo della flogosi.pdf
- IPB - L'iter diagnostico.pdf
- IPB - PSA e prevenzione del CaP.pdf
- IPB - PSA come marker di progressione.pdf
- IPB - Terapia Medica.pdf
- IPB - Trattamento chirurgico.pdf
- IPB - Follow-up.pdf
I temi della giornata
Due relazioni su otto riguardavano il PSA, e non per caso: il valore che segnala una possibile neoplasia è lo stesso che si alza per una prostata semplicemente ingrossata o infiammata, e distinguere le due situazioni resta il punto in cui si decide se un uomo finisce in sala operatoria per un tumore o viene seguito per un disturbo benigno. L’intervento sul ruolo della flogosi riprendeva una linea di ricerca che il reparto segue da anni, cioè il peso della componente infiammatoria nella progressione dell’adenoma.
La parte terapeutica separava nettamente la terapia medica dalla chirurgia, con il criterio che porta dall’una all’altra: non la dimensione della ghiandola in sé, ma i sintomi, il residuo post-minzionale e quanto il paziente sopporta la situazione.
Gli stessi argomenti sul sito
Il quadro clinico nel suo insieme è descritto nella pagina sull’iperplasia prostatica benigna. I sintomi si misurano con il punteggio IPSS, che si compila prima della visita e si ripete dopo la terapia. Le due vie chirurgiche sono la resezione transuretrale e, sulle ghiandole più voluminose, l’adenomectomia sovrapubica. Gli altri incontri scientifici dell’Unità Operativa sono elencati in News.