Prostatic Carcinoma - Grand Rounds

L'incontro multidisciplinare GOIM sul carcinoma prostatico, Palermo, marzo 2017.

Nel marzo 2017 il Gruppo Oncologico Italia Meridionale ha riunito a Palermo oncologi, urologi e radioterapisti su un tema solo: il carcinoma della prostata. La formula del Grand Rounds mette i casi clinici al centro e chiede a specialità diverse di decidere insieme, che è poi il modo in cui questi pazienti vengono gestiti nella pratica.

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L’incontro

Date

10–11 marzo 2017

Sede

Grand Hotel delle Palme

Palermo

Promotore

GOIM

Tema

Carcinoma della prostata

Il nodo che un incontro multidisciplinare scioglie

Nel tumore prostatico la scelta raramente è obbligata: chirurgia, radioterapia e sorveglianza attiva possono essere tutte difendibili sullo stesso paziente, e la differenza la fanno età, aggressività istologica, aspettativa di vita e che cosa la persona è disposta ad accettare in termini di continenza e di funzione sessuale. Discuterne fra specialità diverse evita che la decisione dipenda dalla porta a cui il paziente ha bussato per primo.

Il percorso in reparto

Revisione clinica: Prof. Alchiede Simonato, Direttore U.O.C. di Urologia, Professore OrdinarioUltimo aggiornamento:

Perché il carcinoma prostatico è un caso a parte

Pochi tumori hanno una storia naturale così variabile. Alcune forme restano indolenti per vent’anni e non toccheranno mai la vita di chi le porta; altre, istologicamente poco diverse all’apparenza, progrediscono in pochi anni. Tutto il problema clinico sta nel separare le due situazioni prima di decidere, perché sovratrattare significa esporre a incontinenza e disfunzione erettile un uomo che non ne avrebbe avuto bisogno, e sottotrattare significa arrivare tardi.

Gli strumenti della decisione

Il punteggio istologico della biopsia, il valore del PSA e la sua velocità di crescita, l’estensione vista alla risonanza e l’età biologica del paziente concorrono tutti; nessuno basta da solo. A questo si aggiunge una variabile che non compare nelle linee guida: quanto quella persona è disposta a convivere con la sorveglianza, cioè con controlli ravvicinati e con la consapevolezza di avere una malattia che non si sta trattando.

Quando la scelta cade sulla chirurgia, l’intervento di riferimento in reparto è la prostatectomia radicale retropubica, e la funzione erettile di partenza va documentata prima con l’IIEF-5. Il PSA alterato che non deriva da un tumore riporta invece al capitolo dell’iperplasia prostatica benigna.