Metodiche Raffinate per Interventi Urologici

L'articolo su AZ Salute dedicato alle tecniche mininvasive usate in reparto: laser ad olmio, endoscopia flessibile, laparoscopia.

Articolo pubblicato su AZ Salute, Erice, 28 dicembre 2016, dedicato alle metodiche raffinate impiegate negli interventi urologici della Clinica Urologica del Policlinico "Paolo Giaccone". Il testo originale non è stato conservato nell'archivio web; restano documentate le tecniche di cui parlava, perché sono le stesse descritte nelle pagine dell'Unità Operativa.

Il laser ad olmio nella calcolosi e nelle neoplasie

Il laser ad olmio ha cambiato il trattamento dei calcoli: la fibra passa attraverso lo strumento endoscopico e frammenta il calcolo in polvere, senza incisioni. Per i calcoli ureterali si parla di ureterolitotrissia endoscopica, per quelli del rene di litotrissia endoscopica renale (RIRS), eseguita con strumenti flessibili che raggiungono i calici. La stessa tecnologia viene impiegata nel trattamento endourologico delle neoplasie dell'alta via escretrice, dove consente di essere conservativi in sedi che un tempo imponevano la rimozione dell'unità rene-uretere.

La via laparoscopica

La laparoscopia è entrata nella chirurgia del rene e del surrene, radicale e conservativa, nella nefrectomia, nella pieloplastica e nella diverticulectomia vescicale. Nella prostatectomia radicale laparoscopica la tecnica nerve sparing mira a preservare i fasci vascolo-nervosi responsabili dell'erezione quando la malattia è confinata all'organo; quando invece il tumore è localmente avanzato si procede a cielo aperto con linfoadenectomia, come descritto nel consenso per la prostatectomia radicale retropubica.

Prostata: resezione bipolare e adenomectomia

Nell'iperplasia prostatica benigna la resezione transuretrale viene eseguita anche con tecnica bipolare, che lavora in soluzione fisiologica e riduce i rischi legati all'assorbimento dei liquidi di irrigazione. Per le ghiandole voluminose, o quando coesistono diverticoli e calcoli vescicali, resta indicata l'adenomectomia sovrapubica transvescicale. La scelta fra le due strade dipende dal volume della prostata e dal quadro vescicale, non dalla preferenza per una tecnica.

Ricostruzione dell'uretra e chirurgia andrologica

La chirurgia ricostruttiva dell'uretra impiega innesti di mucosa linguale o buccale e, nei tratti brevi, l'anastomosi termino-terminale: sono gli interventi raccontati nella pagina Video e descritti nei consensi per l'uretroplastica e per l'uretrotomia endoscopica. In andrologia rientrano fra le metodiche raffinate la correzione del pene curvo secondo Nesbit, l'impianto di protesi peniena idraulica tricomponente e la ricanalizzazione microchirurgica delle vie seminali.

L'elenco completo degli interventi è nella pagina Prestazioni chirurgiche; le prestazioni che non richiedono ricovero sono raccolte in Ambulatori.

Perché si parla di metodiche raffinate

L'aggettivo non riguarda la complessità dell'intervento ma la precisione con cui si arriva al bersaglio risparmiando il resto. Il laser che polverizza un calcolo dall'interno della via urinaria, l'ottica che entra da tre piccole incisioni al posto di una lombotomia, la fibra che vaporizza una lesione della via escretrice invece di sacrificare il rene: in tutti questi casi il risultato sulla malattia resta quello della chirurgia tradizionale, mentre cambiano il dolore post-operatorio, la durata della degenza e il tempo che occorre per tornare alla vita di sempre.

La scelta della tecnica resta però clinica. Dimensione e sede del calcolo, volume della prostata, stadio del tumore, interventi precedenti e condizioni generali del paziente — valutate anche con il Karnofsky Performance Status — indicano di volta in volta la via mininvasiva o quella a cielo aperto. Il confronto fra le alternative è riportato nel modulo di consenso informato di ciascun intervento.

Revisione clinica: Prof. Alchiede Simonato, Direttore U.O.C. di Urologia, Professore OrdinarioUltimo aggiornamento: