Antibiotici

Cistiti, prostatiti, uretriti e infezioni dopo biopsia prostatica sono le indicazioni urologiche più frequenti per gli antibiotici raccolti in questa sezione. Tutti richiedono ricetta non ripetibile, valida trenta giorni e per una sola confezione; il percorso completo è descritto in come si ottiene un farmaco in Italia.

Nella profilassi della biopsia prostatica transrettale la terapia inizia il giorno prima e prosegue per sette giorni, come indicato nel consenso informato dell'Unità Operativa.

Come si sceglie dentro questa categoria

Non sul sintomo ma sul germe e sulla sede. Un fluorochinolone come la ciprofloxacina raggiunge concentrazioni elevate nel tessuto prostatico, un'aminopenicillina come l'amoxicillina no: per questo nella prostatite batterica cronica la ciprofloxacina e il cotrimossazolo restano di riferimento, mentre nelle cistiti non complicate si privilegiano molecole a spettro più stretto. Nelle uretriti da clamidia la scelta cade sull'azitromicina o sulla doxiciclina, nelle infezioni da anaerobi e da trichomonas sul metronidazolo. L'urinocoltura con antibiogramma è ciò che distingue una cura mirata da un tentativo: nelle cistiti non complicate la terapia empirica è accettabile, ma in caso di recidiva entro poche settimane il germe va sempre documentato.

Le restrizioni europee sui fluorochinoloni

Dopo la revisione della sicurezza, questi antibiotici non vanno più usati nelle infezioni lievi o autolimitanti né nelle cistiti non complicate quando esistono alternative: il motivo sono reazioni rare ma potenzialmente durature a carico di tendini, muscoli, articolazioni e sistema nervoso. Dolore o gonfiore di un tendine impongono la sospensione immediata.

La durata non si abbrevia

L'interruzione precoce perché i sintomi sono passati è il principale meccanismo con cui si selezionano ceppi resistenti, ed è la causa più comune di recidiva nella prostatite, dove la terapia dura settimane e non giorni. Una diarrea acquosa durante o dopo il trattamento va sempre riferita al medico.

Che cosa chiede il farmacista

La prima domanda riguarda le allergie, in particolare alle penicilline e ai sulfamidici. La seconda riguarda le terapie in corso: warfarin, metotressato, antiacidi e integratori di calcio o ferro modificano in modo rilevante assorbimento o effetto di diverse molecole di questa categoria.

Conservazione

Le compresse restano nella confezione originale sotto i 25 gradi; le sospensioni ricostituite vanno in frigorifero e si usano entro il periodo indicato, in genere pochi giorni. Gli antibiotici avanzati non si conservano per un'altra occasione e non si usano su consiglio di terzi: si consegnano in farmacia negli appositi contenitori.

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